I Primati  Del Terziario

I PRIMATI DEL TERZIARIO

I PRIMATI ATTUALI EVOLUZIONE DELLA MANO PALEANTROPOLOGIA

ANTROPOMETRIA


1 - I Lemuriformi

Generalità

I Primati fossili vissuti durante il Terziario appartengono tutti alla categoria delle Scimmie o a quella dei  Lemuriformi. La loro apparizione, che coincide con l’inizio dell’Era stessa, e la loro differenziazione si è verificata progressivamente con un ordine che corrisponde al loro perfezionamento organico. Esamineremo brevemente la storia generale di questo sviluppo per fermarci un po’ più a lungo sulle forme antropoidi.


I Primati Lemuriformi dell' Eocene


I più antichi Primati appartengono al gruppo dei Lemuriformi. questi compaiono all' inizio dell'Eocene nell'Europa Occidentale e nell'America del Nord con forme particolari che presentano caratteri di convergenza con i Roditori (Insettivori), soprattutto per quanto concerne la dentatura. Queste forme oggi sono rappresentate dal solo genere "Daubentonia", l’Ayé-ayé del Madagascar. Non sembra però che le forme fossili di cui stiamo parlando, i Plesiadapidi, siano stretti parenti dell’Ayé-ayé.

Plesiadapidi

 

fig.1 Cranio di Plesiadapis

I Plesiadapidi erano piccoli animali simili a scoiattoli, con gli occhi che guardavano avanti, muso allungato, e dita munite di unghie ricurve; si muovevano in bande in un paesaggio prevalentemente forestale. Dalla morfologia dei loro resti si deduce che erano animali terricoli, senza però escludere la possibilità che potessero passare parte del loro tempo sugli alberi. Sono stati per lungo tempo classificati fra i Roditori, ma la struttura dei loro molari, tipicamente lemuroidi, non ammette incertezze. Plesiadapis potrebbe essere classificato come un animale semi-arboricolo (dita munite di artigli e arti anteriori adatti ad un'estrema flessibilità) e semi-terrestre (lo scheletro è pesante). Plesiadapis sicuramente si arrampicava sugli alberi, si spostava su di essi a balzi, si muoveva sul terreno da una zona all'altra.

fig. 2 Scheletro di Plesiadapis

Adapidi

Cranio di Adapis parisiensis

Un altro gruppo di Lemuriformi fossili è rappresentato dagli Adapidi, forme presenti fin dagli inizi dell'EOCENE (oltre 50 milioni di anni fa), che già riuniscono in sé le caratteristiche essenziali che portano ai Lemuridi attuali (dentatura molto simile ai Lemuri attuali). Furono presenti nell'America Settentrionale e in Europa, prima di essere trovati , nel MIOCENE, in Asia. La specie più nota di Europa è Adapis parisiensis: questo primate fu rinvenuto da George CUVIER nel 1821 nelle cave di gesso della collina di Montmartre (allora venivano sfruttate per la preparazione del "belletto di Parigi"). Adapis era un piccolo primate arboricolo a coda lunga, lento nei movimenti, simile ai Lemuri attuali: Aveva 40 denti: 2 incisivi, 1 canino, 4 premolari, 3 molari (per ogni emiarcata dentaria).

Cranio di Leptadapis magnum

Molto simile all'adapis, ma di taglia più grossa, il Leptadapis poteva raggiungere gli 8 kg. di peso. Molti fossili di Leptadapis sono stati ritrovati in Francia, ma anche in Spagna, Inghilterra e Svizzera. Visse nell'EOCENE e la specie più nota è il Leptadasis magnus. Il cranio di Leptadapis, lungo circa 12 cm., possedeva una cresta sagittale molto sviluppata, atta all'inserzione dei possenti muscoli temporali. L'arcata zigomatica, similmente, era alta e robusta adeguata alla muscolatura masticatoria. I denti, come quelli di Adapis, erano muniti di creste. I canini inferiori erano meno sviluppati di quelli di Adapis, mentre le orbite erano più grandi. Il cranio e la dentatura di Leptadapis suggeriscono che questo animale era ben adattato a una dieta a base di foglie. Lo scheletro postcranico era robusto.

Ricostruzione Notharcus

Un'altra specie di adapidi è il Notharcus presente nell'America del Nord e rinvenuto nelle argille a grana fine dello Wyoming, nelle Montagne Rocciose. Questo primate è ben conosciuto grazie ai numerosissimi resti (crani e ossa postcraniali) rinvenuti. Lungo circa quaranta centimetri (esclusa la coda), pesava circa quattro chilogrammi. Notharcus si nutriva di foglie, conduceva vita arboricola, era un abile arrampicatore e saltava da albero in albero utilizzando la lunga coda (19 vertebre) come bilanciere. Notevole la somiglianza con alcuni Lemuri attuali. Gli arti erano allungati, così come la coda, e il corpo era molto flessibile. Il cranio, con un muso piuttosto lungo, era dotato di una sinfisi mandibolare fusa, come quella dei primati odierni. Gli incisivi erano simili a scalpelli, mentre i molari possedevano creste taglienti ben sviluppate; i canini, infine, erano più grandi nei maschi. Mani e piedi erano dotati di pollici grandi e opponibili, mentre le dita erano lunghe e possedevano unghie.

Gli Anaptomorfi

Ricostruzione ambientale e Tetonius

Contemporaneamente agli Adapidi si incontra un altro gruppo di notevole interesse, quello degli Anaptornorfi, che comprende un grande numero di forme assai vicine al Tarso della Malesia e che come quest'ultimo mostrano un cranio molto sviluppato, già vicino a quello delle Scimmie, una faccia corta e una dentizione di tipo ancora insettivoro. Alcuni studiosi hanno voluto vedere in questo ultimo gruppo l' origine delle vere Scimmie, le quali fanno la loro prima apparizione soltanto nell' Oligocene; altri, basandosi sullo sviluppo della capacità cerebrale di generi quali l' Anaptomorphus (o Tetonius) dell' Eocene inferiore degli Stati Uniti, li hanno collocati all' origine della stirpe ominidea. Ma ciò è eccessivo per il semplice fatto che le specializzazioni già estremamente realizzate da queste forme fossili, esclude la possibilità di una ulteriore evoluzione. Tuttavvia, questi animali confermano la un lato le relazioni esistenti tra Lemuriformi e Insettivori, dall' altro l' orientamento precoce dei loro più antichi rappresentati sulla via dello sviluppo della capacità cranica e del cervello, che è la caratteristica essenziale dell' evoluzione dei Primati. 

 IL FANTASTICO CAMMINO  DELL'UOMO

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ultimo aggiornamento: 10/02/2018