I PRIMATI DEL TERZIARIO     I PRIMATI ATTUALI    EVOLUZIONE DELLA MANO NEI PRIMATI   PALEANTROPOLOGIA     ANTROPOMETRIA  

 

 

DISTRIBUZIONE DEI PRIMATI VIVENTI

La distribuzione geografica dei Primati dipende essenzialmente da fattori ben precisi, quali la loro capacità di adattarsi alle variazioni stagionali del clima locale, la presenza di ostacoli naturali (acqua, montagne), ed altri,  ma soprattutto dipende dal fatto che essi hanno come senso dominante la vista, oltre uno spiccato adattamento alla vita arboricola. I Primati attuali vivono in una fascia terrestre ben definita, compresa fra le latitudini 35ø Nord e 35ø Sud, con notevole predominanza nelle regioni tropicali. La loro distribuzione geografica è la seguente:

 

EUROPA 

Rocca di Gibilterra (importati).

ASIA 

Arabia meridionale, India, Indocina, Cina e Giappone.

AFRICA

Tutta per intero, salvo le regioni desertiche e subdesertiche

AMERICA

Dal Tropico del Cancro al Tropico del Capricorno.

OCEANIA 

Malesia.

 

LA VISTA COME SENSO DOMINANTE

I Mammiferi che si affidano soprattutto all'olfatto riescono sempre a procurarsi bene il cibo, sia in presenza che in mancanza di luce e pertanto per loro ha poco influenza la brevità dei giorni invernali o delle notti estive, fenomeni che si verificano alle alte latitudini. Invece, un primate ad adattamento diurno che vivesse ad esempio ad una latitudine di 50ø, in una giornata di mezzo inverno avrebbe a disposizione, per nutrirsi, soltanto otto ore di luce; e questo proprio nella stagione più avara di cibo. In tali condizioni diventerebbe un vero e proprio problema sopravvivere. D'altra parte, se il primate (sempre alla stessa latitudine) avesse un adattamento notturno, avrebbe a metà  estate solo sette ore per la ricerca del cibo.  Anche in questo caso si ver­rebbe a trovare in netto svantaggio rispetto agli animali che si affidano all’olfatto piuttosto che alla vista. Il problema è praticamente risolto ai Tropici, dove il giorno e la notte hanno uguale durata nell’intero corso dell’anno e dove il passaggio dal giorno alla notte è rapido.

 

VITA ARBORICOLA

La maggior parte dei Primati, eccezione fatta per poche specie che vivono nella prateria e nella savana, conduce la propria esistenza nella foresta sempreverde del Vecchio e del Nuovo Mondo, ricca dei più svariati ambienti arborei che, senza ombra di dubbio, rappresentano per i Primati 1’habitat preferenziale, in quanto oltre ad essere fonte di nutrimento (i Primati si nutrono essenzialmente di frutta, foglie, insetti, ecc.), costituiscono un inaccessibile rifugio per la notte. Le scimmie si sentono abbastanza al sicuro sugli alberi, dove sono nascoste dal fogliame, dove non hanno lasciato alcuna trac­cia odorosa, dove possono rifugiarsi sui rami più sottili ed in quanto tali troppo deboli per sostenere il peso dei predatori arboricoli come il leopardo, gli ozelot e i grossi serpenti.

La fuga sugli alberi è il solo mezzo di difesa dai predatori anche per quei Primati strettamente terrestri, come i macachi e i babbuini, come è dimostrato dal fatto che questi animali salgono rapidamente sugli alberi al minimo pericolo e per dormire in tranquillità.   


 

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aggiornamento: 23/01/2010