Età paleolitica

L'ETA' PALEOLITICA
Studiando le diverse tecniche adottate per lavorare la pietra,
l'era quaternaria è stata divisa in età paleolitica o della pietra antica, età mesolitica o della pietra di mezzo ed età neolitica o della pietra recente.
Nel periodo paleolitico ( dalla prima comparsa degli ominidi all'8500 a.C. circa ) vi fu la lunga evoluzione dell'uomo.
In questa età le variazioni climatiche provocarono mutamenti nella flora e nella fauna e causarono la scomparsa di molte specie viventi. 
I gruppi umani vivevano principalmente di caccia ( mammut, renne, cinghiali ) e di raccolta di vegetali commestibili che la terra produceva spontaneamente; erano così costretti a condurre una vita nomade a causa dei continui spostamenti richiesti dalle migrazioni delle mandrie.
L'uomo fabbricò strumenti di legno, di osso e soprattutto di pietra, all'inizio utilizzata allo stato grezzo, successivamente levigata ( chopper, schegge dai bordi taglienti ) ed infine lavorata su entrambe le facce ( amigdala, ascia senza manico ). Nell'ultimo periodo del paleolitico fu creata una nuova ed efficacissima arma, l’arco, che permetteva di cacciare anche animali di piccola taglia.
I rifugi abituali erano le caverne, nelle quali gli uomini vivevano in piccoli gruppi; l'intensificarsi di questa vita sociale portò all'affinamento del linguaggio.
Importante fu la scoperta del fuoco, all'inizio semplicemente conservato, dopo averlo prelevato da incendi naturali, e successivamente prodotto mediante lo sfregamento di legni secchi o pietre; esso era molto prezioso per l'uomo che se ne serviva per cuocere i cibi, per illuminare, scaldarsi, per difendersi dagli animali e per modellare nuovi strumenti.
Nel paleolitico comparvero le prime modeste forme d'arte, piccole incisioni e sculture fatte con ossa e corna di animali, e soprattutto le pitture parietali, raffiguranti animali, che avevano una funzione magica in quanto dovevano rendere favorevole la caccia .
Carattere propiziatorio avevano anche delle statuette di pietra o di avorio alte dieci o quindici centimetri rappresentanti donne chiamate " Veneri " con una straordinaria accentuazione delle parti del corpo legate alla riproduzione; esse erano oggetto di culto in quanto evidenti simboli di fecondità. Nel Paleolitico l'uomo cominciò anche a seppellire i morti in fosse appositamente scavate ed a credere nella possibilità di una vita dopo la morte, come testimoniano le pratiche magico-religiose, celebrate nel profondo delle caverne e l'uso di deporre oggetti accanto ai defunti. 

return