L'alba dell'Uomo

 

LE CONDIZIONI AMBIENTALI
Gli studiosi ritengono che, quando l'uomo fece la sua apparizione sulla terra, il nostro pianeta esistesse già.
Sembra infatti che l'universo si sia formato a causa di una terribile esplosione verificatasi 15 o 20 miliardi di anni fa e che la terra ed il sistema solare risalgano a quattro o cinque miliardi di anni fa.
Questo lungo periodo è stato suddiviso per comodità in quattro ere geologiche: primaria, secondaria, terziaria, e quaternaria. Quest'ultima, caratterizzata dalla comparsa dei primi esseri appartenenti alla specie umana, dura tuttora.
Nell'era quaternaria, che iniziò circa tre milioni di anni fa, la terra subì bruschi cambiamenti di clima e fu colpita da quattro glaciazioni durante le quali le mutevoli condizioni ambientali costrinsero le specie viventi ad un continuo processo di adattamento a cui si adeguarono solo le più forti.

L'ORIGINE E L'EVOLUZIONE DELL'UOMO
Gli scienziati reputano che la specie umana attuale si sia formata in seguito ad una evoluzione lenta e graduale. Questa teoria fu enunciata per la prima volta nel 1859 dal naturalista inglese Charles Darwin che, in un saggio intitolato: " L'origine delle specie ", affermò che l'uomo non era comparso sulla terra dotato di caratteri fissi ed immutabili, ma che si era evoluto con il tempo.
Grazie all'analisi dei fossili (resti di organismi animali e vegetali ) rinvenuti negli strati superiori della superficie terrestre gli studiosi hanno scoperto che in varie parti del mondo esistevano creature simili all'uomo che, per questo, furono chiamate ominidi.
Il più antico di essi, il Ramapithecus, visse in Africa circa quindici milioni di anni fa. Era un animale che probabilmente fu costretto, a causa di mutamenti climatici, ad abbandonare la vita sugli alberi per iniziarne una a terra che lo portò a sviluppare alcune caratteristiche come la bipedia, ovvero l'andatura su due piedi, l'uso della mano ed il cervello.
Circa quattro milioni di anni fa visse l'Australopitecus che fu definito il primo vero ominide in quanto camminava in posizione eretta e sapeva utilizzare gli strumenti di pietra o di osso offerti dalla natura.
Alto poco più di un metro, pesava circa venti o trenta chilogrammi ed aveva una capacità cranica modesta.
Viveva in gruppi di venti o trenta individui e si procurava il cibo con la raccolta dei frutti spontanei della terra e con la caccia. Inoltre egli sapeva comunicare non solo con i gesti, ma anche con le parole.
Un discendente dell'Australopithecus fu l'Homo habilis, vissuto circa due milioni di anni fa, i cui resti sono stati ritrovati in Tanzania. Era chiamato così perché in grado di costruire strumenti in pietra e modesti ripari, come le capanne strutturate in modo semplice che gli permettevano di difendersi e di sopravvivere meglio.
Anche la capacità cranica era aumentata e raggiungeva i 650 - 750 centimetri cubici.
Con la comparsa dell'Homo erectus, vissuto circa un milione di anni fa, iniziò lo spostamento di questo ominide dall'Africa fino all'Asia ed all'Europa.
Egli aveva una capacità cranica sviluppata ( 1.000 c.c. ) ed era in grado di produrre strumenti migliori, infatti cominciò a lavorare la pietra su entrambe le facce ( cultura bifacciale ).
Viveva di caccia e conosceva anche l'uso del fuoco.
Circa settantacinquemila anni fa in Europa, in un ambiente molto freddo in quanto coperto da ghiacci, fece la sua apparizione l'Homo sapiens neanderthalensis dotato di una corporatura molto tozza e robusta che gli permise di adattarsi alle difficili condizioni climatiche. Egli aveva una notevole capacità cranica ( 1650 c.c. ) e presentava un cranio appiattito e mascelle enormi.
Fu il primo a praticare i riti funebri ed il culto dei morti rivelando una sorta di religiosità. Si estinse circa venticinquemila anni fa per cause ancora sconosciute.
Nello stesso periodo comparve l'Homo sapiens sapiens, alla cui specie noi stessi apparteniamo, che aveva una media capacità cranica ( 1400 c.c. ) e caratteristiche tipicamente umane.
Viveva in grotte ed era capace di fabbricare strumenti in pietra molto vari e raffinati. Con lui si ebbero le prime grandi manifestazioni artistiche come i rilievi, le pitture, le incisioni sulle pareti delle caverne e le piccole sculture.
In tempi relativamente brevi l'Homo sapiens sapiens si diffuse su gran parte delle terre emerse (durante il periodo glaciale i mari si erano notevolmente ritirati, facendo emergere uno stretto corridoio di terra che univa l'America all'Asia) e, adattandosi ai climi delle regioni occupate e creando diversi modi di vita, diede origine alla differenziazione delle attuali razze umane.

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